Bolsonaro promette: "Entro il 2030 stop al deforestazione dell'Amazzonia". Sperando ne rimanga qualcosa...

Peccato che nel corso del suo mandato Bolsonaro e il suo gabinetto di ministri abbiano definito il riscaldamento globale 'una questione secondaria'.

Bolsonaro

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globalist 22 aprile 2021
Con un surreale spezzo del ridicolo Jair Bolsonaro, impegnato a difendere con tutte le sue forze il diritto del Brasile a disboscare completamente la foresta amazzonica, ha dichiarato che si impegna a porre fine alla deforestazione entro il 2030. Certo, se ne resterà qualcosa. "Il Brasile è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico", ha affermato Bolsonaro, annunciando l'impegno a raggiungere "emissioni zero entro il 2050".
"Non possiamo dimenticare che una delle cause del cambiamento climatico è il consumo di combustibili fossili, ma sono orgoglioso che il Brasile sia uno dei Paesi più puliti al mondo dal punto di vista dell'energia", ha proseguito Bolsonaro, sostenendo che "nel Paese abbiamo sostenuto la rivoluzione verde".
Peccato che nel corso del suo mandato Bolsonaro e il suo gabinetto di ministri abbiano definito il riscaldamento globale 'una questione secondaria', e che nel maggio del 2020 abbia posto sotto il controlo militare l'Ibama (Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali rinnovabili), in teoria con l'obiettivo di usare l'esercito per contrastare la deforestazione illegale, in pratica ponendo sotto il controllo dell'esercito la principale agenzia ambientale.