I Muri della Vergogna, dall'Ungheria a Israele fino agli Usa

Quanta ipocrisia nei commenti delle democrazie sul muro di Orban. Vergognoso, evidentemente. Ma quello che separa il Messico dagli Usa? E quello israeliano?

redazione 9 settembre 2015

La vergogna è evidente. Fermare con un muro un popolo disperato che scappa dalle guerre, dalla fame, dalla disperazione è osceno, per questo le democrazie europee fanno bene a premere su Orban perché non tiri su un mostro al centro dell'Europa. Ma non sembrano così attente invece di fronte al Muro della vergogna tirato su da Israele che confina e rinchiude un popolo intero, quello palestinese. Quello non suscita idignazione? E quello tirato su dagli americani per ordine di Bush per separare bene il Messico dagli Usa? La barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico, detta anche muro messicano o muro di Tijuana, è stato tirato su con l'obiettivo di impedire agli immigranti illegali, in particolar modo messicani e centroamericani, di oltrepassare il confine statunitense. Gente che scappano dalla povertà estrema, da territori totalmente in mano ai Narcos, poveri poverissimi che mettono le loro vite a repentaglio per una speranza.


Vedete differenze evidenti con il muro di Orban? Per caso l'umanità si misura sulla basa della potenza economica e militare dell'indegno che si macchia di efferatezze? Parrebbe di sì, potremmo dire. Ben sapendo che è così. Ci sono poveri e poveri, migranti e migranti. Popoli che meritano aiuto e popoli destinati al martirio. Nell'indifferenza delle democrazie occidentali che oggi si aprono ai migranti e condannano Orban.


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