Magrini (Aifa) dopo lo stop di Johnson&Johnson: "E' solo cautela, si ripartirà presto"

Il direttore dell'Agenzia italiana del farmaco: "Gli episodi sono talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità”. Si parla di sei casi su 6,8 milioni di vaccini

Nicola Magrini, dg dell'Aifa

Nicola Magrini, dg dell'Aifa

globalist 14 aprile 2021

Lo stop precauzionale degli Usa per i vaccini Johnson&Johnson ha allarmato i paesi europei, che necessitano delle dosi per far fronte a una bassissima quantità di somministrazioni.

Il direttore dell’Aifa Nicola Magrini confida che sia uno stop breve, dopo alcuni casi di trombosi.

“Non cambia nulla. È una pausa necessaria voluta dall’agenzia americana del farmaco Fda per verificare l’origine dei sei casi di trombosi molto rare e particolari segnalati in Usa su 7 milioni di vaccinati. Il sospetto è che siano simili a quelli osservati in Europa su 35 milioni di vaccinati. Sono episodi talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità”. Il direttore dell’Agenzia Italiana del farmaco dopo i sei casi di trombosi registrati su 6,8milioni di dosi somministrate: “Spero ci diano presto il semaforo verde. Siamo in contatto con le agenzie europea Ema e con la Fda”, continua Magrini. “Confidiamo che si possa riprendere tra pochi giorni dopo l’acquisizione degli elementi necessari per meglio comprendere l’accaduto”.

La Fda ha adoperato il massimo della cautela, forse eccessiva ma che fa parte della migliore gestione di un’emergenza - sottolinea - Fino a questo momento i sistemi di farmacovigilanza non hanno rilevato eventi di rarissime trombosi cerebrali con riduzione di piastrine collegabili a vaccini prodotti con la tecnologia dell’Rna messaggero, appunto Pfizer e Moderna. Quindi è plausibile pensare che il fenomeno sia limitato ai vaccini sviluppati con piattaforme virali. Però non ci sono dati che mostrano segnali in questa direzione”.

L’auspicio di Magrini è che su J&J si agisca “tutti insieme. L’obiettivo comune è che tutto si risolva in tempi brevi. È ovvio che stiamo riflettendo su come ripartire una volta che verrà dato il via libera”.

“Vedremo quale sarà la migliore modalità d’uso”, spiega il direttore dell’Aifa in merito a una eventuale restrizione nell’utilizzo del vaccino. Potremmo discutere sulla possibilità di riservare anche queste dosi alle persone di età superiore ai 60 anni visto che i casi sono di nuovo concentrati sotto i 50 anni”.

Il turno dei giovani “arriverà non prima dell’estate e a giugno dovrebbero arrivare altri due vaccini”.

Riguardo una paura generalizzata nella popolazione dopo i vari stop sui vaccini da parte delle autorità, Magrini si dice fiducioso: “La gente capirà che si tratta solo di un approfondimento. È necessario per la tranquillità di tutti comprendere la causa e la natura di eventi che non conosciamo. È la prima volta che vacciniamo così rapidamente centinaia di milioni di persone. Sono certo che col passare dei giorni i dubbiosi seguiranno l’esempio di chi aderisce alla campagna comprendendo che è l’unico modo per difendersi dal virus. La presenza di una piccola percentuale di esitanti bisogna metterla in conto ogni volta che viene proposto un nuovo vaccino”.

“Siamo arrivati a 10 milioni di somministrazioni al mese, riusciremo a farne anche 15 milioni da giugno in poi. Tutti ci stiamo prodigando per dissipare i sospetti. Dal premier Draghi alle Regioni siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Non si deve dubitare del fatto che immunizzarsi dopo i 60 anni provochi solo ampi benefici per tutti”, conclude Magrini.