Letta convince le anime del Pd: anche gli ex renziani verso il sì all'ex premier

Gli zingarettiani si sono convinti dopo diverse riunioni con i territori in vista dell'appuntamento dell'Assemblea previsto domenica. 

Enrico Letta

Enrico Letta

globalist 11 marzo 2021
Le diverse anime del Pd stanno convergendo sul nome di Enrico Letta, per sincera volontà oppure per necessità, dato che quello dell'ex premier è un nome difficile cui dire di no. Questo sempre che Letta, le cui 48 ore di tempo per pensarci scadono domani, accetti di prendere il posto di Zingaretti alla guida del Partito democratico.
Area zingarettiana 
Gli zingarettiani si sono convinti: Enrico Letta può essere un nome valido per la sostituzione di Nicola Zingaretti alla guida del Pd. È emerso durante diverse riunioni con i territori in vista dell'appuntamento dell'Assemblea previsto domenica. 
Allo stesso tempo è stata sottolineata l'esigenza di perseguire quella rigenerazione del Pd che era già nelle intenzioni dell'ex-segretario. Le motivazioni politiche che hanno portato alle dimissioni di Zingaretti vanno discusse e affrontate. "L'esigenza è dar seguito all'aspettativa di quel milione e duecento mila persone che votò la mozione 'Piazza Grande' che credeva in un partito aperto, nuovo e plurale, rivolto alle persone, e di spingere anche la nuova segreteria in quella direzione".
Base riformista
Base riformista deciderà domani l'atteggiamento da tenere nei confronti di Enrico Letta: l'area di Lorenzo Guerini, Luca Lotti e Andrea Marcucci si riunirà alle 15.30 per fare il punto della situazione. "Ci sono sensibilità diverse - spiega un esponente dell'area - alcuni di noi vengono addirittura dall'area di Letta e chiaramente spingono per dire sì". Di fatto, nessuno dentro Base riformista pensa sia possibile dire no a Letta, ma l'ala "dura" insiste per tenere il punto sulla necessità di un congresso anticipato, un congresso vero e proprio con tanto di primarie. "Ne parleremo domani, ma certo non sarà facile dire no a Letta".
Il cambio della guardia a palazzo Chigi del 2014 chiaramente pesa ancora nel rapporto tra l'ex premier e gli ex renziani, quella ferita non è mai stata davvero rimarginata. Però Letta non può certo essere accusato di voler "rifare i Ds" e certo non gli si potrà rimproverare una linea fredda verso il governo Draghi. Insomma, nonostante alcune resistenze anche Base riformista sembra orientarsi verso un sostegno a Letta segretario.