Vaccari Pd: "Dimissioni Zingaretti creano incertezza, ora all'assemblea si faccia chiarezza"

Il dirigente Pd: "Il Pd è uno dei punti di riferimento della nuova compagine del governo Draghi, però è chiaro che lo fa nell'autonomia delle proprie proposte e idee"

Stefano Vaccari

Stefano Vaccari

globalist 8 marzo 2021
Il dirigente del Pd Stefano Vaccari a Radio Immagina, la web radio del Partito Democratico, ha dovuto ammettere che "la scelta politica di Nicola Zingaretti ha creato smarrimento e incertezza, una reazione emotiva molto forte, ma al tempo stesso ha prodotto atti politici e documenti, arrivati da tante Federazioni e da tanti circoli, in cui viene chiesto un ripensamento a Nicola".
"Nell'Assemblea nazionale - avverte - o noi proviamo a rendere tutto il gruppo dirigente consapevole dei temi posti da Zingaretti, per provare a dare uno scossone al modo di essere del Partito Democratico, oppure rischieremo di vanificare la sua scelta, annacquandola dentro un finto unanimismo che non ci serve proprio a nulla".
"Serve invece - sottolinea - chiarezza rispetto al profilo del Pd, all'idea che vuole mettere in campo per il futuro del Paese, sulle alleanze che servono per battere la destra. I richiami all'unità in questa fase non ci servono. Siamo una comunità che negli ultimi due anni si è rimessa in piedi, mettendo al centro del nostro agire il 'noi', che ha costruito relazioni con il mondo dell'impresa, dei lavoratori, che ha ripreso a dialogare con le forze del centrosinistra sui territori, provando a costruire alleanze larghe. Ora abbiamo il dovere di non buttare a mare tutto questo. Siamo una comunità forte, radicata, che deve fare chiarezza al proprio interno, se necessario anche attraverso forme di discussione e confronto come il Congresso, che può essere una delle strade che la prossima Assemblea potrà decidere". 
"Usiamo l'Assemblea - rimarca - per fare una verifica e una chiarezza interna. E apriamo dal giorno dopo una stagione di confronto. Abbiamo di fronte due strade. L'Assemblea può fare una scelta chiara eleggendo una segretaria o un segretario in grado di cogliere nel merito le ragioni poste dalla scelta di Zingaretti, altrimenti, se queste condizioni non si dovessero verificare, la Presidente del Pd avrebbe la possibilità, come da Statuto, di avviare un percorso congressuale".
"Il Pd è uno dei punti di riferimento della nuova compagine del governo Draghi, però è chiaro che lo fa nell'autonomia delle proprie proposte e idee, sapendo che la Lega di Matteo Salvini è antitetica per cultura alle nostre idee. E sappiamo che questa è un'esperienza transitoria per dare risposta alle imprese, ai lavoratori, al mondo della scuola. Il Pd è impegnato per dare queste risposte e su questo non farà alcun passo indietro, anzi deve farne dieci in avanti", conclude Vaccari.