La decadenza arriva nell'aula del Senato

È cominciato il dibattito a Palazzo Madama sul voto di questa sera. Poche ore ancora e conosceremo il futuro politico di Silvio Berlusconi. Il voto potrebbe essere anticipato alle 17.

Desk2 27 novembre 2013




Cominciata nell'Aula del Senato la seduta dedicata al voto per la decadenza di Berlusconi. Tocca al presidente della Giunta delle Immunità Dario Stefano leggere la relazione della Giunta che non conferma la convalida dell'elezione dell'ex premier. Le votazioni degli ordini del giorno che possono venir presentati in difformità alla relazione della Giunta per le Immunità sarebbero dovute cominciare alle 19, ma il voto potrebbe essere anticipato alle 17, e forse ancora prima.



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Schifani chiede il voto segreto[/b] - "Il parere della giunta del regolamento non è vincolante e chiedo che lei possa intervenire per ristabilire il voto segreto". La richiesta è del capogruppo del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, che condivide la richiesta della senatrice Casellati e di Nitto Palma di Forza Italia. Schifani parla di una "interpretazione innovativa" rispetto alla prassi del voto segreto, rivendicando che ''riguarda una persona che ha diritto alla segretezza del voto".



[b]Bondi, solo il popolo può rifondare fondamenta Stato[/b] - "La democrazia è stata espulsa dal Parlamento e dalle istituzioni. Solo il popolo può rifondare dalle fondamenta uno Stato democratico". Lo dichiara Sandro Bondi (FI) in una nota.



[b]De Michelis, è finita come con Craxi[/b] - "Non c'è molta differenza tra le vicende di Craxi e Berlusconi, a parte che il primo scelse l'esilio e il secondo resta in Italia". A sostenerlo è l'ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis in una intervista al Mattino, aggiungendo che però il Cavaliere "fa un ragionamento che non può reggere: vorrebbe una via d'uscita, ma lui è stato condannato, e la legge è uguale per tutti". "In questi venti anni - dice - lo scontro tra Berlusconi e i magistrati è stato più politico che giudiziario" e l'unica soluzione al corto circuito giudici-politici "è una riforma profonda della giustizia".


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Mussolini, Alfano è un pirana e voi Ncd ipocriti[/b] - "I vostri sono voti appiccicosi. Se fossi stata io la capigruppo non li avrei accettati. Siete dei poltronisti, come dice Berlusconi, siete arrivati a un punto di non ritorno. Alfano è un pirana e preferisco chiamarlo Lino perché di Angelino non ha proprio nulla". La senatrice di Fi Alessandra Mussolini attacca a testa bassa i "cugini" di Ncd durante la discussione sulla decadenza del Cav e grida ai loro banchi più volte: "Non vogliamo i vostri voti".


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Malan, è colpo di stato soft[/b] - "Il classico colpo di stato si fa con carri armati e fucili, questo lo si fa in modo più soft ma in maniera ancora più grave, perché i blindati li vedono tutti mentre le forzature giudiziarie sono un po' meno facili da vedere". Così ha dichiarato il senatore di Forza Italia Lucio Malan, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Città Futura. "Quando nella sentenza c'è scritto che non ci sono prove di neppure un centesimo passato da Agrama a Berlusconi si fa una forzatura senza contare lo stravolgimento del regolamento del Senato sul voto che considero una spudorata, sfacciata violenza di quella legalità di cui tanti si sciacquano la bocca", aggiunge.



Malan ha poi annunciato una richiesta di annullamento della seduta della giunta per violazione del segreto. "Se ci sarà un minimo di quel senso di legalità - ha aggiunto - si pretenda un voto segreto. Non tenterete nessuna strada di ostruzionismo? No, il nostro impegno continua, nonostante il nostro leader, l'uomo più votato della storia della Repubblica, venga messo fuori dal Parlamento per un presunta e non provata evasione fiscale", ha concluso il senatore.


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Casini chiede sospensione in attesa Cassazione[/b] - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, presenta in aula una sospensiva sul voto di decadenza, in attesa delle decisioni della Cassazione sul conteggio dei tempi dell'interdizione. "La sentenza, giusta o sbagliata che sia, è sottoposta alle regole dello Stato democratico, che ne impongono l'applicazione" premette Casini, secondo il quale in Senato si intrecciano però "questioni giudiziarie e politiche" e "si segue la vita più impervia, che consente a Berlusconi di ergersi a vittima di persecuzione politica".