Saluti romani e nessuna mascherina: 300 neofascisti ricordano Acca Larenzia

Il grosso della manifestazione è avvenuta in via Evandro, dove circa 300 giovani, schierati davanti la targa commemorativa, si sono raccolti per la solita 'adunata'

Acca Larenzia

Acca Larenzia

globalist 8 gennaio 2021

Come ogni 7 gennaio, sono state organizzate a Roma diverse iniziative di commemorazione dei fatti di Acca Larenzia, dove tre giovani - Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni - morirono in seguito a uno scontro con un gruppo di fuoco appostato vicino la sede del Movimento Sociale Italiano. Era il 7 gennaio del 1978. 
Le commemorazioni sono un appuntamento fisso dell'estrema destra italiana e romana in particolare. Una delle prime cerimonie si è svolta al cimitero del Verano, dove hanno partecipato circa 50 persone.


Ma il grosso della manifestazione è avvenuta in via Evandro, dove circa 300 giovani, schierati davanti la targa commemorativa, si sono raccolti per la solita 'adunata', con tanto di appello e saluti romani. E ovviamente, nessuna mascherina.
Anche Giorgia Meloni è intervenuta per commemorare la ricorrenza, scrivendo in una nota: "Quarantatré anni fa la strage di Acca Larenzia, una tragedia rimasta ancora senza colpevoli. È una ferita mai rimarginata perché per Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni non c’è stata nessuna giustizia. Onoriamo la memoria di questi tre giovani innocenti, vittime del terrorismo e della violenza politica, e continuiamo a chiedere che sia fatta piena luce su una delle pagine più buie della nostra storia nazionale".